Il dr Andrea Salmaggi, ex Direttore del Dipartimento di Neuroscienze della ASST di Lecco; ha presentato i
risultati di uno studio osservazionale condotto su tutto il territorio della ATS Brianza (Agenzia di Tutela della
Salute) comprendente il territorio di Lecco, Monza, Vimercate e Desio . Lo studio mirava a stimare
l’incidenza delle emorragie cerebrali spontanee registrate sulla base dei registri di dimissione dai reparti
ospedalieri. I dati emersi dimostrano numeri contenuti rispetto all’atteso (25 casi su 100.000/anno).
Il tema è di particolare interesse per i pazienti in trattamento anticoagulante (TAO). Se da un lato i farmaci
anticoagulanti proteggono dagli eventi trombotici, dall’altro espongono ad un rischio emorragico, pur
rimanendo il bilancio del trattamento anticoagulante nettamente favorevole per il paziente. Nel
sottogruppo dei pazienti in trattamento anticoagulante, I dati di real life forniti dal dr Salmaggi sono
favorevoli rispetto alle stime (0.15-0-30 casi su 100 trattati/anno).
Il trattamento della emorragia cerebrale nel paziente in TAO richiede tempestività sia sul piano diagnostico
che al fine di normalizzare l’assetto coagulativo del paziente attraverso la somministrazione di antidoti. La
dottoressa De Micheli, responsabile del Centro TAO di Lecco e di Merate, riferisce che i laboratori di
entrambi i presidi ospedalieri forniscono H24 la stima del grado di anticoagulazione per qualsiasi farmaco
anticoagulante. Inoltre un documento concordato con i reparti di Pronto Soccorso semplifica e quindi
accelera la scelta dell’antidoto da somministrare al paziente.
Coerente con quanto esposto è stato l’ultimo messaggio fornito dal dr Salmaggi che invita tutti i pazienti a
tenere con sé un documento che descriva il farmaco anticoagulante in uso, le dosi e l’ora di assunzione.
La dottoressa De Micheli ha successivamente presentato le attività ed i problemi emergenti del centro TAO.
In particolare ha sottolineato l’importanza di potenziare ulteriormente il canale di collaborazione con i
medici di medicina generale attraverso l’ampliamento del ventaglio dei medici coinvolti, con particolare
riguardo alle nascenti case di comunità.
Ha fatto seguito la denuncia dello stato di abbandono in cui si trovano i centri TAO Ospedalieri per una
mancata programmazione: con la chiusura dei centri TAO di Erba, di Como sant’Anna e di Monza-san
Gerardo, molti pazienti in particolare con protesi valvolari cardiache e /o con tromboembolismo venoso,
sono costretti a spostarsi ed a gravitare sugli ospedali di Merate o Lecco per essere seguiti.


